Amo la radio: i quindici minuti di auto che ogni mattina mi separano dalla scuola sono riempiti da una veloce preghiera e da Radio2, di cui ascolto le notizie. Qualche giorno fa sento uno strano commento allo storico cartone Biancaneve e i sette nani (1937) di Walt Disney: ho appreso con stupore che il nazista Goebbels (che regalava cartoni a Hitler per permettergli di guardarli la sera nella cancelleria del Reich!) ostacolò l'uscita in Germania del cartone per via della somiglianza tra la regina cattiva e la statua di Uta di Ballensted, che il regime aveva preso a modello della razza ariana.
In effetti la regina è molto simile alla statua, nelle fattezze e nel vestiario, oltre che nell'atteggiamento.
Nel tour a tema ariano che era in voga in quegli anni di ascesa del nazismo, la cattedrale di Naumburg, dove era era situata la statua, era una tappa fondamentale: l'algida regalità della figura femminile fu scambiata dagli intellettuali del regime per il simbolo della razza ariana.
Fu uno dei grafici, emigrato dalla Germania negli Stati Uniti, a suggerire a Walt Disney di ispirarsi a quell'effigie per rappresentare la regina cattiva.
Un utile approfondimento in questa pagina di Engrammi.
In questa pagina di Wikipedia tutte le curiosità sul cartone.
Tra l'altro ho saputo che Walt Disney dovette lottare per produrre il film: era osteggiato e deriso da tutti e arrivò a ipotecare la casa per poter realizzare la sua opera.
La vicenda è narrata anche in un libro:
E' identica o.o
RispondiEliminanon sapevo niente di questa storia!
Grazie per questo post..non si finisce mai di sapere nuove notizie. Tra l'altro un cartone animato così famoso...non immaginavo le storie che potessero esserci dietro!
Quindi potremmo dire che la politica americana del tempo abbia un poco inciso sulle scelte di produzione. Scelte azzeccatissime comunque: la regina della Turingia sembra in effetti un po' perfida. Sarà quella freddezza distaccata nello sguardo deciso? e comunque proprio quella fede ottusa nella superiorità della razza che la statua rappresentava era allora il pericoloso nemico che si profilava all'orizzonte: proprio come la regina talmente ebbra della propria superiore bellezza e bramosa di detenerne il primato da voler distruggere chiunque potesse in qualche modo offuscarne l'immagine.
RispondiEliminaMolto, molto interessante!!! Ignoravo completamente questo aneddoto, ed in effetti la somiglianza è impressionante!!
RispondiEliminagrazie mille, Palmy, come sempre si esce dal tuo blog avendo imparato qualcosa di nuovo ^_^
Accidenti, interessantissimo, grazie Palmy!
RispondiEliminaAvevo sentito anche io parecchi aneddoti sulla genesi delle storie di Disney, questo mi mancava. Interessante, come il libro che proponi. E dopo il commento di SuSter non si può aggiungere altro ;)
RispondiEliminaciao!
ps: che bello il widget con la luna e la terra :)
RispondiEliminaNon conoscevo questo retroscena, Palmy!
RispondiEliminaIn realtà sono sempre stata alla larga dal mondo Walt Disney, anche da bambina non mi ha mai attirata.
Mi piacciono le considerazioni di SuSter qui sopra, che condivido in pieno.
Buon week end, io occuperò parte del mio a ragionare sulla tua proposta per il lunedì -)
Grazia
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RispondiEliminaDavvero interessante. In effetti su Walt Disney girano parecchie storie, che a volte sembrano tanto delle leggende metropolitane.
RispondiEliminaChissà cosa c'è di vero. Quella che racconti tu era nuova anche per me!
Stefano Poggi è bravo, e l'ossessione di Goebels di Biancaneve è una delle cose più curiose della storia del costume del Reich.
RispondiEliminaInteressante e istruttivo.
Nemmeno io sapevo nulla della statua. Che è veramente impressionante nella somiglianza. Conoscevo invece un po' la storia della regina e della selva della Tubinga dove, tra l'altro, cresce la belladonna, la pianta che potrebbe essere stata "usata" per il veleno. Anche il personaggio di Biancaneve pare storicamente esistito, così come sono stati trovati molti altri interessanti agganci con la realtà. A questo link, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/04/19/biancaneve-abitava-qui.html, un articolo sulla ricerca dello storico tedesco Eckhard Sander.
RispondiEliminaDue anni fa utilizzai la fiaba per una parte della programmazione, e questi "fatti veri" affascinarono moltissimo i bambini.
Grazie, Palmy, per questo spunto di riflessione.
Anche io ne avevo parlato qui, complici i due film su Biancaneve in uscita in questi mesi.
RispondiEliminaCiao, complimenti per il blog.
Ecco, ho dimenticato di lasciarti il link: http://labiondaprof.wordpress.com/2012/03/31/specchio-specchio-delle-mie-brame-chi-e-la-piu-bella-del-reame/
RispondiEliminaA presto
@ Rose Mel: anche per me è stata una novità...
RispondiElimina@ Suster: non avevo pensato a questo risvolto del primato della bellezza, grazie!
@ Basilico e Mentuccia e Sybille: grazie!
@ Cì: hai ragione il commento di Suster è interessantissimo!
@ Grazia: ti aspetto!
@ la povna: sì. tutto questo è molto interessante, mi piace molto la "microstoria"...
@ Mamma Elly: vado a guardare il link che suggerisci...
@ la biondaprof: vado a leggere e benvenuta!
@ Aliceland: già... anche per me era una storia ignota...
Complimenti per aver scovato un aneddoto così curioso su un cartone così famoso (mi è scappata la rima 'naggia)
RispondiEliminaNon posso far altro che aggiungermi a chi mi ha preceduta e ringraziarti per avermi permesso di far conoscere questo interessante risvolto.
RispondiEliminaAcuto il commento di Suster, c'è molto su cui riflettere.
Buona settimana,
Michela
@ mammozza: grazie del commento in rima! Non capita tutti i giorni ;-)
RispondiElimina@ Michela: grazie a te che leggi e apprezzi i miei contributi...
Storia di cui non ero al corrente e che svela interessanti retroscena. Arrivo per ultima a farti i complimenti per questa "chicca" e per il libro proposto :-)
RispondiEliminaCiao!