Come tema del mese dell'iniziativa Blogstorming,
Genitori crescono propone
il tema dell'accoglienza, intesa come amore senza riserve: "La verità - dice una delle autrici del blog - è che i figli non sono mai come ce li immaginavamo, e soprattutto non sono mai come li vogliamo. (...) I nostri figli nascono con il loro temperamento, la loro personale visione della vita e con una loro scala di valori che non coincide necessariamente con la nostra (o con quello che impone la società)".
Sono riflessioni che in qualche modo avevo già fatto spinta dalla lettura di un libro che consiglio vivamente,
Il genitore consapevole di Myla e Jon Kabat-Zinn. Ecco cosa affermano alle prime pagine:
"La sensazione di aver bisogno di un altro tipo di figlio da amare a volte prende il sopravvento su noi genitori, in particolare quando le cose sembrano particolarmente difficili (...) Talvolta se non viene esaminata questa sensazione può trasformarsi da un impulso di breve durata in una corrente stabile di delusione e nel desiderio di qualcosa che crediamo di non avere" (p.11)
L'occasione della partecipazione al blogstorming di novembre mi "costringe" a riprendere quella lettura, a ritornarci sopra e a condividerla con voi.
L'autrice del post di Genitori crescono si domanda e ci domanda: Cosa è giusto aspettarsi dai figli? Dove è il confine tra educarli e condizionarli ad essere qualcosa che non sono? Siamo disposti ad accoglierli ed amarli per quello che sono? E cosa facciamo ogni giorno per essere certi di comunicagli il nostro amore?
Nella parte dedicata a
I fondamenti del mestiere di genitore consapevole, gli autori individuano tre elementi imprenscindibili, che mi sembrano altrettante risposte a quelle domande:
1)
dare sovranitàI figli vengono al mondo con una loro sovranità, non perdono occasione fin dal primo vagito di affermare il loro esserci in un dato modo, la propria sovranità appunto. Rispettare questa sovranità permette loro di essere sé stessi. Attenzione, non si tratta di lasciare che si comportino da selvaggi: la sovranità non è esercitare i propri diritti senza limiti. La sovranità di ogni persona è interconnessa e interdipendente da quella degli altri. Accordare sovranità è trattare l'altro come persona degna di rispetto.
2)
dare empatia"La continua volontà di tessere e ripristinare i legami empatici con i nostri figli è il fondamento dell'essere genitori consapevoli. Vedere le cose dal punto di vista del bambino può guidarci nelle scelte che operiamo" (p. 67). "Questo richiede tempo, attenzione e impegno. Se siamo sempre assenti - o presenti con il corpo, ma assenti rispetto all'attenzione e al cuore - non è possibile che un figlio senta la fiducia, l'intimità necessarie per farci sapere che problemi ha". (p. 65)
3)
dare accettazioneSerena di
Genitori crescono distingue tra accettazione ed accoglienza, privilegiando quest'ultima. Ma il senso della parola accettazione ne
Il genitore consapevole è del tutto positivo.
Accettazione è intesa come orientamento interiore a riconoscere le cose così come sono, anche quando non ci piacciono. Accettazione non vuol dire essere passivi, non significa che qualsiasi cosa facciano i nostri figli per noi vada bene, come la sovranità non è despotismo. Ma anche quando mettiamo in chiaro che alcuni comportamenti per noi sono inaccettabili, i nostri figli possono comunque sentire che accettiamo completamente il loro essere. Significa andare oltre il circolo "comportamento etichettato negativamente-punizione" per approdare a una maggiore comprensione e alla considerazione empatica di ciò che il figlio sta sperimentando.
Forse la disapprovazione il giudizio negativo e respingente otterrano l'effetto dell'obbedienza, ma non renderanno i figli più felici e sicuri di sé stessi.
"I genitori non devono amare o essere d'accordo con tutto ciò che i loro figli fanno, o con il modo in cui scelgono di vivere quando sono più grandi. Esisteranno sempre delle divergenze e, in ultima analisi, ogni figlio deve trovare la propia strada. Quando un figlio, di qualunque età, sente la nostra accettazione, quando avverte il nostro amore, non solo per la sua parte amabile, ma anche per quella difficile, si arricchisce e acquista la libertà di diventare più intero ed equilibrato. I figli sono in grado di affrontare ogni tipo di difficoltà e sfida se possono sempre tornare alla fonte dell'amore incondizionato. E' infatti nel rispetto dell'interezza del loro io da parte nostra che possono aver luogo la crescita e la guarigione" (p. 79)
Che ne dite?
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