
L'ho appena finito. Si tratta del romanzo d'esordio di un promettente venticinquenne, primo libro di una trilogia di cui a questo punto attendo le prossime uscite. I protagonisti, Mark e Lily, abitano ad Agorà, microcosmo chiuso governato dalla Gilda degli Astrologi e dall'inflessibile legge del libero scambio. Per ottenere qualsiasi cosa occorre barattarla con qualcos'altro fino al limite della spietatezza: i nullatenenti sono costretti a vendere le proprie emozioni o i figli, per intenderci. Indebitarsi equivale a diventare emarginati e, di fatto, a morire. Nel cinismo imperante Lily, orfana dalle misteriose origini, individua una possibile via d'uscita, commovente nella sua semplicità:
" Se ci fosse anche una sola persona in grado di mostrare che esiste un'altra strada, Theo [...]. Se qualcuno, nel bel mezzo della città, sotto gli occhi di tutti, facesse qualcosa senza ricevere niente in cambio, ma rendendo felici gli altri... forse sarebbe l'inizio di un cambiamento impossibile da fermare. Indurrebbe la gente a vedere e a riflettere... a cambiare... a smetterla di lasciare che l'Agorà sia una città dove bambini di sei anni vengono portati via nel cuore della notte, completamente soli..." (p.111)
Questa frase, espressione di un sogno impossibile eppure già storicamente accaduto (penso senza mezzi termini all'istinto dell'uomo verso il prossimo e al sacrificio cristiano), mi ha riportato alla mente la testimonianza di un sacerdote che viveva in URSS prima della caduta del muro di Berlino. Alla domanda su come sia potuto accadere il cambiamento del 1989 ha risposto che esso era solo la faccia eclatante di una rivoluzione silenziosa fatta di tanti che hanno cominciato nel loro piccolo a riconquistarsi la libertà, per esempio dicendo no ad una richiesta di delazione o a palesi ingiustizie perpetrate grazie all'omertà di molti.
Infatti, "un granello di sabbia - dice il Direttore delle Ricevute, una sorta di governatore supremo di Agorà -, una singola azione o pensiero, possono sollevarci o scagliarci nell'abisso" (p.165).
" Se ci fosse anche una sola persona in grado di mostrare che esiste un'altra strada, Theo [...]. Se qualcuno, nel bel mezzo della città, sotto gli occhi di tutti, facesse qualcosa senza ricevere niente in cambio, ma rendendo felici gli altri... forse sarebbe l'inizio di un cambiamento impossibile da fermare. Indurrebbe la gente a vedere e a riflettere... a cambiare... a smetterla di lasciare che l'Agorà sia una città dove bambini di sei anni vengono portati via nel cuore della notte, completamente soli..." (p.111)
Questa frase, espressione di un sogno impossibile eppure già storicamente accaduto (penso senza mezzi termini all'istinto dell'uomo verso il prossimo e al sacrificio cristiano), mi ha riportato alla mente la testimonianza di un sacerdote che viveva in URSS prima della caduta del muro di Berlino. Alla domanda su come sia potuto accadere il cambiamento del 1989 ha risposto che esso era solo la faccia eclatante di una rivoluzione silenziosa fatta di tanti che hanno cominciato nel loro piccolo a riconquistarsi la libertà, per esempio dicendo no ad una richiesta di delazione o a palesi ingiustizie perpetrate grazie all'omertà di molti.
Infatti, "un granello di sabbia - dice il Direttore delle Ricevute, una sorta di governatore supremo di Agorà -, una singola azione o pensiero, possono sollevarci o scagliarci nell'abisso" (p.165).

